I progetti delle scuole per il 2009 - 2010

I progetti delle scuole per il 2007-2008

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i progetti delle scuole per il 2008 - 2009

“Alla base della proposta di progetto sta l’assunto del ruolo strategico dell’educazione ambientale, anzitutto se questa assume capacità di ricerca attraverso il ripensamento dei contenuti scientifici e culturali e delle finalità etiche di progetti da realizzare nel territorio e nella scuola come presidio ecologico del territorio. Si pensa all’educazione ambientale come motore di ricerca e di nuova cultura dell’ambiente, come strumento di attivazione di relazioni virtuose tra innovazione scientifica e tecnologica e processi di effettiva partecipazione alle decisioni politiche che riguardano la tutela ambientale, ma contestualmente anche lo sviluppo dell’economia in un quadro di tutela dei diritti e di consolidamento delle basi democratiche della vita sociale. All’educazione ambientale spetta il compito di contribuire a dare fondamento concettuale e vigore operativo a un’etica della responsabilità (delle persone, delle istituzioni, delle imprese) in un mondo che è dominato dall’incertezza e dalla percezione del futuro come minaccia”.

DAL PROTOCOLLO D’INTESA CON LA CONSULTA DELLE 13 PROVINCE RIVIERASCHE AL PROGETTO

Il 27 maggio 2005 è stato sottoscritto tra l’Autorità di bacino e le Province rivierasche del Po il Protocollo d’intesa: “Per la tutela e la valorizzazione del territorio e la promozione della sicurezza delle popolazioni della valle del Po”. Nel documento vengono individuati temi considerati strategici per l’assunzione di decisioni rivolte allo sviluppo sostenibile nei territori rivieraschi del fiume; una delle azioni previste affida al CIDIEP iniziative specifiche su temi di informazione ed educazione ambientale.
Il 9 novembre 2005 si è proceduto, tra l’Autorità di bacino del Po, la Consulta delle Province rivierasche e il CIDIEP, alla stipula del Protocollo d’intesa “Per un’educazione e una formazione ambientale allo sviluppo sostenibile e partecipato della valle del Po - Un Po di sostenibilità”. Nel Protocollo il CIDIEP si impegna a predisporre proposte di ricerca e formazione per progetti di educazione ambientale rivolti alla scuola, ma orientati anche a obiettivi di formazione ed educazione permanente (Art. 5).
I due protocolli di intesa costituiscono il riferimento esplicito delle ragioni e degli obiettivi del progetto “Un Po di Partecipazione” che è stato costruito con l’ambizione di sperimentare la capacità della scuola di farsi presidio ecologico del territorio, di diventare motore di strategie e pratiche di sviluppo sostenibile, riconsiderando valori e potenzialità del suo intervento formativo. E sollecitando, in particolare, partecipazione e condivisione come processi attraverso cui si può incidere sui comportamenti, sulle decisioni individuali e collettive, sulle prospettive di sviluppo sociale e culturale delle comunità.
Nella stesura del progetto si è partiti da considerazioni preliminari sul ruolo che la scuola può assumere rispetto alle questioni di conoscenza e gestione dell’ambiente e del territorio, particolarmente complesse e gravi nel bacino padano, e rispetto alle prospettive aperte dallo sviluppo di una scienza e di un’etica della sostenibilità.

AUTONOMIA SCOLASTICA E PROCESSI PARTECIPATIVI

Nell’ambito dell’autonomia organizzativa e didattica delle istituzioni scolastiche è possibile attivare percorsi curricolari che proiettino l’attività didattica sul territorio e consentano forme di più stretta collaborazione con le realtà locali. Le scuole delle 13 Province rivierasche del Po che aderiscono alla Consulta sono sollecitate ad attivare percorsi formativi che abbiano queste connotazioni.
L’orizzonte etico e le finalità dell’educazione alla sostenibilità non possono che ancorarsi a processi formativi di forte innovazione, capaci di indurre comportamenti responsabili per la conservazione dell’ambiente come risorsa per un futuro possibile di crescita sociale e di sviluppo economico.
La partecipazione delle scuole al progetto implica necessariamente l’adesione a una prospettiva di riqualificazione e ricostruzione ecologica degli ambienti e dei paesaggi dell’area padana, in larga misura deteriorati e degradati per l’eccesso di impatto delle attività umane.
L’educazione alla sostenibilità come strategia di formazione generale appare strettamente connessa con le esperienze partecipative realizzate nelle scuole e tra le scuole e nelle realtà territoriali su problemi e casi di forte interesse socio-ambientale.

FINALITA’ DEL PROGETTO

Le finalità del progetto si riconducono alla definizione di nuclei formativi fondanti (educazione critica ai saperi e apprendimento, dimensione dell’incertezza nelle dinamiche della natura e della società ed educazione alla cittadinanza) che sostengano curricola e percorsi formativi innovativi e sollecitino esperienze significative di partecipazione nel territorio.
Il progetto propone alle scuole dell’autonomia delle Province rivierasche di definire e sperimentare programmi di informazione ed educazione ambientale sulla base di percorsi partecipativi, ancorati alle realtà culturali, sociali, economiche e istituzionali; mette in relazione le attività di educazione ambientale con l’innovazione dei curricoli scolastici e punta a sperimentare percorsi lungo i quali le pratiche di partecipazione – richieste dagli indirizzi comunitari, in primo luogo dalla Direttiva 2000/60 in materia di acque – si intreccino flessibilmente e virtuosamente con i progressi delle conoscenze acquisite dallo studio di casi e di problemi a rilievo ambientale e sociale.

LE TAPPE DI FORMAZIONE DEL PROGETTO

Il progetto viene presentato il 29 giugno 2006 nella Reggia di Colorno, sede del CIDIEP, al seminario “Partecipare il Po” concluso dal Vice-ministro alla Pubblica istruzione Mariangela Bastico, che esprime il suo apprezzamento e l’invito a proseguire. Successivamente il Capo Dipartimento per l’istruzione Giuseppe Cosentino lo segnala agli Uffici Scolastici Regionali di Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte. Alla lettera del prof. Cosentino fa seguito una fitta rete di incontri con gli insegnanti delle scuole interessate dei territori della fascia rivierasca del Po - segnalati dagli stessi Uffici Scolastici Regionali - e di quello di Rovigo (la cui Provincia fa parte solo tangenzialmente dell’Autorità di bacino del Po), in preparazione di un seminario comune per formulare un progetto condiviso.
Il seminario residenziale di Colorno (14-15 giugno 2007), con la partecipazione delle scuole, dell’Ispettore ministeriale Lino Lauri, dei rappresentanti dell’Autorità di bacino del Po, dell’AIPO (ex Magistrato per il Po) e della Consulta delle Province rivierasche del fiume, esamina la documentazione delle esperienze realizzate dalle scuole negli ultimi anni e conviene su obiettivi e modalità della proposta progettuale (riconosciuta dal Ministero Pubblica Istruzione di esemplare valenza nazionale). Al seminario fa seguito un incontro di lavoro con le scuole (Parma, 28 settembre) per la definizione del progetto operativo e del suo percorso durante l’anno scolastico 2007-2008.

MODALITA’ E ATTUAZIONE DEL PERCORSO CON LE SCUOLE

Le fasi del progetto sono tre.
La prima è dedicata alla costruzione della piattaforma delle scuole (di tre Regioni, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e della Provincia di Rovigo) che partecipano al progetto; la seconda è centrata sull’individuazione di una strategia progettuale condivisa. La terza fase, più impegnativa e complessa, prevede una sequenza di attività attinenti:

  • alla definizione di curricola, all’attivazione di percorsi formativi coerenti nelle singole realtà scolastiche e alla simultanea attivazione di una rete delle scuole del Po interconnessa con le istituzioni e con le strutture esperte che operano nel territorio;
  • alla messa a punto e gestione di strumenti e servizi di comunicazione che diano efficacia alle attività svolte a livello di rete;
  • all’analisi e valutazione dei risultati.

Le azioni, in particolare quelle previste nella terza fase, saranno seguite e orientate da un gruppo di coordinamento costituito da rappresentanti degli istituti scolastici, del CIDIEP e della partnership del progetto, del Ministero Pubblica Istruzione.
I risultati saranno oggetto di analisi e valutazione relativamente agli ambiti tematici di rilievo prioritario: curricola e competenze acquisite dagli studenti attraverso i percorsi formativi attivati dalle scuole; interazioni tra scuole e altre componenti implicate nel progetto e modalità e dinamiche dei processi partecipativi sperimentati nel territorio; performance degli strumenti e servizi di relazione e comunicazione.

1. La prima fase è già stata in larga misura completata. Durante gli incontri preliminari presso gli Uffici Scolastici Regionali è stata avviata una riflessione sullo stato della cultura ambientale nelle istituzioni scolastiche, con riferimento non solo alle esperienze formative, ma anche all’intensità e qualità dei rapporti tra scuola e territorio nei vari contesti regionali e locali. Da oltre 30 scuole di ogni ordine e grado sono state successivamente raccolte informazioni dettagliate sulle attività di educazione ambientale svolte negli ultimi anni, in particolare su: temi affrontati, relazioni attivate con le istituzioni e le realtà locali, relazioni con istituzioni interprovinciali e regionali dell'asta del Po, collocazione delle attività nel piano dell'offerta formativa e rispetto al curricolo scolastico, segnalazione di nodi critici, valutazione dell'efficacia delle attività sviluppate sull'apprendimento e sulla qualità del curricolo.
Sulle informazioni raccolte, corredate in alcuni casi da materiali di notevole interesse didattico, è stata condotta un’analisi accurata durante il seminario di giugno 2007.
La riflessione avviata nei due giorni di seminario residenziale ha portato all’individuazione di esigenze formative ritenute fondamentali.
È stata richiamata la necessità di collocare le esperienze di formazione entro nuovi orizzonti di pensiero e a più alti livelli di integrazione, nelle scuole e tra le scuole, ma anche attraverso l’attivazione di canali di comunicazione con i diversi portatori di bisogni e di interessi presenti nel territorio. Avendo in mente il ruolo della scuola come stakeholder: portatore di interessi primari nella promozione di forme di partecipazione consapevole e responsabile dei cittadini alle scelte che attengono alla gestione sostenibile delle risorse dell’ambiente e del territorio.
È stato messo l’accento in particolare su alcuni riferimenti concettuali (educazione alla cittadinanza, educazione critica ai saperi, coinvolgimento dei giovani nella riqualificazione ambientale) che possono essere assunti come nuclei fondanti di un progetto di educazione alla sostenibilità come strategia di formazione generale.

2. La seconda fase - avviata in un incontro di lavoro a Parma il 28 settembre 2007 - consiste nell’individuazione di una strategia progettuale condivisa da tutte le scuole che aderiscono al progetto. La connotazione essenziale di questa strategia può essere esplicitata in questi punti:

  • assunzione del bacino del Po come scala di analisi e conoscenze mirate alla riqualificazione e alla ricostruzione ecologica del territorio.
  • legittimazione delle attività progettate all’interno del Piano Offerta Formativa (POF) della scuola ed esplicitazione degli elementi di innovazione curricolare, in modo da mettere in evidenza il ruolo della scuola come presidio territoriale;
  • collaborazione con le amministrazioni locali, in particolare con le Province rivierasche del Po;
  • costituzione di un gruppo permanente di insegnanti (nelle singole scuole e successivamente nella rete delle scuole del Po) che, in stretto collegamento con il CIDIEP, assolverà a compiti di ricerca, di analisi e di orientamento su aspetti culturali e metodologici rilevanti attinenti alla definizione dei curricula e allo svolgimento delle attività progettate.

3. La terza fase si articola in una sequenza di attività attinenti, rispettivamente, alla definizione dei curricula, all’attivazione di strumenti ed eventi di relazione e comunicazione, all’analisi e valutazione dei risultati complessivi del progetto.

Il curricolo ambientale

  • Definizione dei curricula ambientali e delle competenze che questi potranno sviluppare, competenze che saranno caratterizzate e rilevate con riferimento ai nuclei concettuali individuati come fondativi del processo di formazione e agli ambiti tematici fondamentali (analisi integrata dei sistemi ambientali e territoriali, partecipazione democratica ai percorsi decisionali, buone pratiche gestionali) di una scienza e di un’etica della sostenibilità.
  • Elaborazione di progetti, mirati allo studio di problemi di rilevante interesse ambientale e sociale nel territorio, da parte delle singole scuole e contemporanea attivazione della rete di relazioni tra le scuole e con le istituzioni che operano nel territori;
  • Attuazione dei progetti.

Gli strumenti di relazione

  • Portale interattivo usato come fonte di informazioni sui problemi di analisi, gestione e pianificazione delle risorse ambientali in area padana, e possa svolgere una funzione di servizio per i soggetti coinvolti nel progetto.
  • Materiale informativo con le scuole e per le scuole al fine di rielaborare fonti primarie di informazione tecnica in un linguaggio chiaro e comprensibile ai diversi livelli di utenza; si realizzerà una banca dati, consultabile anche attraverso il portale, per la raccolta e catalogazione dei materiali prodotti.
  • “Centro InfoPo”, uno sportello di servizio per la raccolta, la divulgazione e la consultazione.
  • Seminari tematici con gruppi di scuole, tenuti da esperti di diverse aree disciplinari, su temi oggetto delle attività di sperimentazione curricolare.
  • Programmazione di eventi sociali (ad esempio, la Giornata del Po da celebrare in primavera) che possano favorire momenti di incontro di studenti e insegnanti che partecipano al progetto con la cittadinanza.
  • Interazione con altri eventi significativi che attengono a problemi di conoscenza e gestione del bacino padano.
  • Sviluppo di interazioni a livello di Comunità Europea in associazione con il programma di azioni contemplate dal protocollo d’intesa – “Un futuro sostenibile per il Po” - siglato tra la Consulta delle 13 Province rivierasche e l’Autorità di bacino.

 







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